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domenica 8 aprile 2012

La storia d'uno strano ritrovamento.



"E' una statua che una mia cliente acquistò in un suo viaggio in un paese lontano" ...gli disse il venditore porgendo a Joackim la pesante pietra scolpita (circa kg. 3).

"Da quale paese se é lecita la domanda?" rispose Joackim prendendo in mano la pietra che era esposta sul tavolo ricoperto da un panno verde. " E chi era questa sua cliente? "


"La Signora che possedette questa statua dovrebbe essere molto anziana se non già defunta, tuttavia se ben ricordo mi disse di averla trovata in un Tempio di una lontanissima isola - rispose l'antiquario passandosi una mano tra i capelli - che si trova dall'altra parte del mondo, mi pare avesse detto nell'al di là".

"Nell'al di là?" domandò Joackim guardandolo fisso negli occhi rivolti al cielo. L'antiquario, con aria assorta, si riprese come se fosse stato animato da un improvviso ricordo e, ponendo una mano sulla spalla di Joackim come per rassicurarlo senza che altri potessero ascoltare, gli sussurrò: "La Signora mi disse di averla trovata nell'isola di TAMOR o TIMOR, non ricordo bene...".

Joackim nel frattempo soppesava la statua rigirandosela tra le mani, cercando un segno, un'impronta che potesse rappresentare per lui un indizio per smascherare la storia che l'antiquario gli stava raccontando per renderne plausibile la lecita provenienza.


"A me sembra che il tipo di pietra sia di provenienza più terrena - scherzò Jaockim - e, se non mi sbagliassi, potrebbe essere di una cava italiana, quella di Pietrasanta, che per la sua lavorabilità era preferita dagli scultori principianti. Non le sembra che la figura rappresentata abbia delle proporzioni un po' ingenue?".

"Per carità - esclamò l'antiquario - mi vuole prendere in giro? Come può non apprezzare l'insieme iconografico antichissimo di questa figura, accovacciata a terra e non su uno sgabello, e poi con i grandi seni prominenti a raffigurare la Dea della fertilità e dell'abbondanza, non Le pare?" 


"E poi noti il volto, questo volto particolarissimo, dalle grandi labbra e dai denti adatti ad una masticazione non solo del cibo ma anche delle idee - continuò l'antiquario infervorandosi - con queste orecchie fatte per sentire musiche straordinarie, direi celestiali, musiche d'amore !... ".

"Con timor d'amor o di Tamor ?" chiese Joackinder riponendo la statua al suo posto sul tavolo. "E' sicuramente una statua molto interessante e di un certo peso, ma mi lasci riflettere ed almeno verificare dove sia quest'isola così lontana e misteriosa" disse Joackinder all'antiquario, ripromettendogli di tornare a salutarlo.

La riflessione fu immediata ed illuminante. Joackim ricordò di aver già visto delle sculture similari:

Le cariatidi di Amedeo Modigliani !


Joackim cercò di dissimulare la sua sorpresa e senza neppure ritornare sui suoi passi, gli bastò rigirarsi per ritrovassi rivolto verso la statua posta sul tavolo dell'antiquario.


All'antiquario non sfuggì questo repentino cambio di fronte e gli disse: "Ci ha ripensato vero? Mi pare che Lei sia stato colpito dall'intensità dell'espressione del volto di questa statua. Io penso che abbia qualcosa di magico, veramente ! Sembra un volto pieno di saggezza, sarà forse per quella strana acconciatura  con cui i capelli sono avvolti come un bozzolo di seta, non Le pare?".

"A me pare piuttosto un cappello da cuoco" disse Joackim cercando di non dar peso alle sfrenate fantasie dell'antiquario.

Ma l'antiquario insistette: "Ma il volto della statua proprio non le dice nulla? Lo osservi bene, vedrà...qualche cosa Le dirà...non Le ricorda qualcuno?".

Ma perché l'antiquario insisteva così tanto? Forse già sapeva che la statua avrebbe potuto essere di Amedeo Modigliani?

Joackim sospirò: "Se devo essere sincero, non mi ricorda nessuno. Mai visto una antica Dea con un volto così brutto, sembrerebbe quasi un volto maschile, forse un Dio androgino, chissà…"


"Suvvia, acquisti questa statua. Le confesso che ho già tanti oggetti da riporre negli scatoloni e questa statua pesa e rischia di sfondarmi i contenitori... guardi, mi faccia Lei un'offerta!".

Improvvisamente Joackim si decise. Propose la sua offerta che venne accettata con un sorriso di soddisfazione. Non rimaneva ora che seguire l'indizio datogli dal libro apertosi a caso sulla cariatide di Modigliani.

La sorpresa del riconoscimento della statua !

La sorpresa più grande avvenne quella sera stessa. Giunto a casa, ripose la statua vicino ad un libro di Chaim Soutine. Improvvisamente gli venne in mente di prendere e sfogliare il libro dedicato a Chaim Soutine... Qualcosa lo spingeva a sfogliare le pagine. Ma cosa cercava senza saperlo?

Chaim Soutine (autoritratto)

Che sia lui?  Chaim Soutine?


La prova da riconoscersi, 
é nei segni sulla fronte del volto dipinto?

La prova dell'autenticità della statua potrebbe essere data da quei segni misteriosi (Omega in greco + il numero 2, vale a dire il "tutto" nel numero 2...) iscritti sulla fronte dell'autoritratto di Chaim Soutine?

La statua acquistata da Joackim avrebbe potuto essere riconosciuta come un'opera di Amedeo Modigliani, in cui l'artista elevò l'amico intimo Chaim Soutine al rango d'un Dio androgino ?

Per convincersi, a Joackim sarebbero occorse altre sincronicità ed altri avvenimenti inattesi ed improbabili i quali avrebbero avuto tra di loro una certa corrispondenza e riferenti alla vita di Amedeo Modigliani, per conferire quel senso di certezza che anticipa, quando accade e si coglie, un ulteriore  ritrovamento : un dipinto di un paesaggio toscano !


Modigliani Amedeo 
"Paesaggio toscano" 1908

Come venne riconosciuta l'autenticità di questo dipinto di Amedeo Modigliani? Semplicemente sfogliando il libro dedicato all'opera di Modigliani, nel cui interno venne pubblicato in grande, (su due pagine abbinate affinché non passasse inosservato), lo stesso medesimo paesaggio toscano ma visto da un altro punto d'osservazione, esattamente a 90° rispetto all'albero.

Si trattò di un gioco prospettico al quale ricorrevano i pittori per indicare un punto esatto, come ad indicare le coordinate del punto, dipingendo lo stesso luogo ponendosi "a squadra" rispetto al punto prescelto.

Amedeo Modigliani
Paesaggio toscano 1908

Come potete osservare in questo secondo paesaggio (autentico di Modigliani) pubblicato in grande su due pagine del libro, una strada é dipinta come passante sulla destra di un grande albero, lo stesso albero che nel dipinto precedente é posizionato in secondo piano della scena, oltre i covoni, dietro al quale passa la strada da un lato all'altro della tela.

Un esame fototecnico più approfondito sul dipinto ritrovato permise di scoprire alcuni identici segni lasciati nel cielo, che confermerebbero la reciproca autenticità delle due opere. 

Ed infine, un'ulteriore "ultima opera" avrebbe reso compiuto il triplice ritrovamento, una sorta di "firma" da parte della donatrice: 



Si tratta di un quadretto in stile "naif", scelto tra quelli che amava dipingere la figlia di Amedeo, la piccola orfana che amava ricordare la figura di sua madre quando si prestava a fare la modella per il papà, assumendo per gioco diverse posizioni: in piedi, seduta, in ginocchio, distesa o accovacciata a terra, come quella statua di pietra ch'era inchiodata con un perno al muro dello studio.

CONCLUSIONE: questa statua già posseduta dalla figlia di Amedeo Modigliani, atto d'amor (TAMOR = T AMOR = segreto d'amore), così come il paesaggio toscano dell'artista e il dipinto naif di sua figlia, non sono al momento in vendita, finché qualcuno non insista con un'offerta a cui non si possa dire di no.

( * ! * )

Per contatti:


Il proprietario: Umberto Joackim Barbera
mobile: +39 348 5116565 
e-mail: <ubarbe22@gmail.com>


il Commercialista e tributarista: dr. Franco Morello
mobile: +39 320 0669877
(Arthur Andersen International Firm)
e-mail: <studiofrancomorello@gmail.com>

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QUASI  QUASI  LA  VENDEREI....




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